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Viaggio tra i segreti delle Pietre Preziose
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Quando si
acquista un gioiello l'acquirente sente parlare il suo gioielliere di
carati, inclusioni, taglio a brillante, a cabochon, della scala di colore
e di purezza del diamante, ma spesso non sa cosa significa.
Il carato è un'unità di peso pari ad un quinto di grammo, prima del carato
si utilizzava il «grano» pari ad un quarto di carato ed alla ventesima
parte di un grammo. Il peso di tutte le gemme viene effettuato in carati
ed è un'unità di peso molto importante dato che il prezzo di ogni pietra
preziosa viene stabilito in carati.E’ questo uno dei fattori che
unitamente al grado di purezza, al colore ed al taglio determina il valore
di un diamante come di una gemma di colore.Il termine «inclusioni» indica
che nella gemma sono presenti degli elementi naturali liquidi, solidi o
gassosi che la gemma durante la sua formazione ha inglobato. Quando questi
elementi sono assenti la pietra si considera pura. Nelle gemme di colore
la purezza è un elemento quasi introvabile e, quando è presente, il loro
valore aumenta notevolmente. Un diamante si considera puro quando
osservato da un esperto con una lente a dieci ingrandimenti non presenta
inclusioni. Quando queste ultime sono, invece, presenti il suo grado di
purezza viene stabilito in base alla scala G.I.A. americana valutando la
loro natura, posizione, dimensione e colore.
Le inclusioni di una gemma non devono essere considerate come un fattore
negativo perchè sono il mezzo di identificazione dell'origine della pietra
ed un elemento di distinzione tra il minerale naturale e quello
artificiale o sintetico. Naturalmente la loro minore presenza aumenta il
valore della gemma.
Per evidenziare la qualità di una pietra preziosa interviene il taglio,
applicato secondo quello che consiglia il grezzo. Infatti lo scopo del
tagliatore è sia di non perdere troppa materia che di evidenziarne le
caratteristiche migliori. Il taglio maggiormente usato è il taglio a
brillante costituito da 58 faccette (33 superiori e 25 inferiori). t il
taglio che meglio di ogni altro conferisce alla gemma brillantezza e
luminosità.
E' ampiamente utilizzato per il diamante ma non è esclusivo, infatti si
tagliano a brillante anche rubini, zaffiri, zirconi ed altre pietre.
Quindi il termine «brillante» definisce solo un tipo di taglio e volendo
parlare esattamente si deve dire «diamante tagliato a brillante», «rubino
con taglio a brillante», etc. Anche il termine «cabochon» indica un altro
tipo di taglio che anziché appiattire la superficie superiore della pietra
la presenta per lo più curva convessa e priva di sfaccettature. Molti
altri sono i tipi di taglio: taglio a smeraldo, a navette (ovale
appuntito), a baguette (rettangolare), a carrè (quadrato), ovale, a
triangolo, ecc.
il termine «colore» molto utilizzato parlando di gemme sembrerebbe il
vocabolo più chiaro ed infatti tutti sappiamo cosa significa «colore» ma
forse non tutti sanno che cosa i gemmologi intendono con questo termine.
Per il diamante il grado di colore viene stabilito in base ad una scala,
appunto, di colore utilizzando le «master stones», cioè i diamanti di
paragone. Nel campo delle gemme di colore non esiste una definizione
precisa ma ogni gemma deve avere un suo colore particolare, per esempio
perché un corindone varietà zaffiro abbia valore deve essere di un colore
blu-azzurro non troppo scuro e trasparente, il berillo, varietà smeraldo,
un verde vivace intenso e trasparente, il corindone, varietà rubino, un
rosso brillante non tendente né all'arancione né al rosa e così per tutte
altre pietre preziose.
Le gemme si suddividono in:
A loro volta le gemme di origine organica posso suddividersi in:
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