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Il Fascino delle Gemme Meno Note
Esistono gemme sconosciute al grande pubblico che vengono contese a decine
di milioni dagli appassionati del settore.
Sono pietre di rara bellezza che quando raggiungono i più importanti
mercati del mondo di pietre preziose vanno letteralmente a "ruba". Stiamo
parlando della tanzanite, della kunzite, della fluorite del crisoberillo
cimofane e alessandrite, della Kornerupina e dello Spinello. Nomi che non
dicono nulla alla maggioranza della gente ma che identificano gemme uniche
ed affascinanti.
La tanzanite è la varietà blu o viola blu della zòisite, scoperta in
Tanzania nel 1967.
E'
la diretta concorrente dello zaffiro, considerato da millenni come la
sola vera pietra preziosa di colore blu.
La tanzanite ha il colore di una tonalità blu superiore a quella degli
zaffiri birmani e molto simile a quella dei preziosi zaffiri del Kashmir,
ormai introvabili, di cui potrebbe essere una valida alternativa.
La kunzite di un bel colore rosa glicine, è la varietà più nota ed
apprezzata dello Spodumene.
Minerale che può presentarsi anche incolore grigiastro o giallastro e
verde o verde-giallo nella varietà "hiddenite".
La kunzite rimane però la varietà più rara e pregiata. Generalmente
trasparente,piuttosto dura (6,5 - 7 scala di Mohs), facilmente sfaldabile
è reperibile solo in esemplari di dimensioni ridotte e questo ha
facilitato l'ingresso sul mercato di imitazioni, quali spinelli e
corindoni sintetici o addirittura "vetri", commercializzate con il nome
di "Rosa di Francia". Imitazioni che comunque hanno poco in comune con la
bellissima kunzite che proviene principalmente dalla California,
Madagascar, Brasile, Afganistan e Pakistan.
Di costo inferiore ma non per questo meno preziosa è la fluorite.
Minerale a base di fluoro, (fluoruro di calcio), che gli conferisce una
spiccata fluorescenza visibile
ai raggi ultravioletti, si trova in cristalli che vanno dall'incolore al
verde, al viola, al giallo, al rosa. Non di rado si trovano cristalli
policromi e quando ciò accade i colori si susseguono a onde.
Lo scarso o quasi assente impiego della fluorite in gioielleria, se non
per scopi ornamentali quali vasi e statuette, è dovuto a due importanti
fattori; la scarsa durezza (4 scala di Mohs) e la facile sfaldabilità che
la rendono delicata. La sua lavorazione risulta infatti molto difficile
perché basta un piccolo colpo per spezzarla in due ed è sufficiente
pulirla con un panno sporco perché si opacizzi (non dimentichiamo che
nella polvere comune è contenuto molto quarzo che ha durezza 7
decisamente superiore a quella della fluorite).
Il crisoberillo è un altro raro minerale che viene utilizzato nelle sue
varietà
trasparenti e colorate come gemma di un certo valore.
Il suo nome in greco significa "berillo aureo" e allude al colore giallo
intenso che possono avere i suoi cristalli. Due sono le sue varietà più
pregiate: l'alessandrite e l'occhio di gatto o "cimofane". Entrambe sono
delle "Phenomenal Stones" e cioè delle gemme che presentano degli effetti
ottici particolari.
L'alessandrite, rinvenuta per la prima volta in Russia nel 1830, fu così
battezzata in onore dello Zar Alessandro II di Russia.
Essa presenta una singolare proprietà , chiamata "cangianza", che consiste
nel cambiare colore alla luce naturale e a quella artificiale.
Questa è l'unica gemma che si conosca con questo nome e deve presentare
questo particolare effetto ottico, quindi tutte quelle pietre di colore
viola vendute, soprattutto in Egitto, con questo nome, altro non sono se
non delle imitazioni spesso sintetiche.
La
varietà cimofane o occhio di gatto mostra invece il fenomeno del
"gatteggiamento" che riproduce la stretta pupilla del gatto sulla sua
superficie, visibile solo quando la gemma è tagliata a cabochon.
Questa particolare varietà pregiata di crisoberillo non deve essere però
confusa con il "quarzo occhio di tigre" che appartiene alla famiglia dei
quarzi ed è di minor pregio e bellezza.
La Kornerupina, scoperta per la prima volta lungo le coste occidentali
della Groelandia, è una gemma di colore verde o bruno con sfumature gialle
o rosse, trasparente o traslucida ha durezza piuttosto elevata (6.5 - 7.0
della scala si Mohs).
La sua fama è piuttosto recente ma il suo interesse è essenzialmente di
tipo collezionistico. Descritta per la prima volta nel 1844 dallo
scienziato danese A.N. Kornerup, è a lui che deve il suo nome. Nei primi
anni del nostro secolo a Ceylon e in Madagascar sono state trovate delle
varietà gemmifere di kornerupina di colore verde bruno e verde giallastro.
Dal Kenia proviene invece, una delle varietà più belle, di un colore verde
brillante dovuto alla presenza di piccole percentuali di vanadio.
Lo Spinello, appartiene ad un gruppo di minerali che possono mostrare i
colori e le sfumature più diverse in base agli elementi chimici che li
costituiscono. Le varietà più importanti sono lo Spinello rosso, detto
spinello nobile, e quello blu, chiamato Ghano Spinello. Questo minerale
dalla durezza assai elevata, si forma ad alte temperature nelle stesse
rocce in cui si trovano i Corindoni (famiglia a cui appartengono Rubino e
Zaffiro) quindi rocce metamorfiche come i Marmi dolomitici gli Gnaiss e
alcune Serpentiti. Le località più famose in cui si rinvengono sono
situate in Birmania, Thailandia, Cambogia e Sri-lanka. Rari cristalli di
questa gemma sono stati trovati anche in Italia nelle rocce dolomitiche
della cima di Vazzeda in Val Malenco e in quelle vulcaniche del monte
Somma-Vesuvio a Napoli. In generale lo Spinello non viene imitato, al
contrario è utilizzato per imitare Rubini, Acquemarine e Zaffiri delle
migliori qualità. Lo Spinello più bello secondo molti, sarebbe quello di
400 ct., acquistato a Pechino dallo Zar Alessandro e conservato nel tesoro
dell'ex Unione Sovietica. Altro magnifici Spinelli rossi e blu
appartengono invece alla collezione mineralogica del British Museum di
Londra.
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